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IMPARIAMO A VIVERE COME I PORCOSPINI!!!😀

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La conoscete la storia dei porcospini di Arthur Schopenhauer? Ve la descrivo brevemente...

“Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”.

(Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, 1851).

Ogni persona, nell’ambito della sua socialità, si ritrova a giostrare tra due bisogni fondamentali: quello di avere legami e quello di conservare la propria individualità.

Trovare il giusto equilibrio non è affatto facile e, soprattutto, non è possibile pensare di scoprire una condizione stabile e universalmente valida. L’oscillazione tra vicinanza e distanza tra due persone, intesa proprio come fluttuazione tra i due poli, è un gioco che viene messo in atto ogni giorno.

La distanza ottimale in una relazione non può essere prestabilita a priori, in quanto dipende da numerosi fattori sia individuali, sia ambientali, sia situazionali.

Riprendendo il testo, gli aculei del porcospino, in particolare, possono essere visti come quelle caratteristiche personali che, in situazioni di eccessiva simbiosi tra due soggetti, possono causare danni e ferite portando, quindi, all’incrinatura o alla rottura del rapporto. Essere punti nella relazione, però, non porta necessariamente alla sua fine.

 Quando si avverte eccessiva vicinanza all’altra persona è il momento di trovare il modo di dare maggiore spazio alla propria individualità. Allontanarsi troppo, d’altronde, porterebbe il problema opposto, ovvero l’assenza di calore dato dalla socialità stessa.

La storia dei porcospini ci rimanda alla riflessione sulla coppia.

All’inizio vi è l’innamoramento, caratterizzato da grande vicinanza e dalla predominanza degli aspetti comuni tra le due persone. È la prima parte della storia, in cui i porcospini si avvicinano per sentire calore.
A questo primo stato idilliaco segue quello della delusione e della separazione, nel quale i partner iniziano a vedersi più oggettivamente e mettono in atto un processo di differenziazione, che restituisce l’individualità personale. Il rimando è al momento in cui i porcospini si pungono con gli aculei e si distanziano tra loro. Proprio come gli animali della storia accorciano o allungano le distanze a seconda del bisogno di calore o di quello di evitamento del dolore, così la coppia, motivata alla creazione di un rapporto stabile, si sperimenta e cerca il giusto compromesso alle diverse esigenze fino a trovare un equilibrio adeguato, contraddistinto dall’interdipendenza reciproca, che prevede una condizione di legame che mantiene, però, l’unicità singolare. Il che corrisponde alla “moderata distanza reciproca” tra i porcospini.

È importante tenere presente che la relazione è il risultato del legame tra due persone differenti, che insieme danno vita a qualcosa di nuovo rispetto a loro stesse. Proprio come 1+1=2, così un individuo insieme ad un altro individuo, ognuno con le proprie caratteristiche e i propri bisogni, formano un nuovo nucleo contenente entrambi, all’interno del quale, cioè, stanno due personalità collegate tra loro ma allo stesso tempo mantenenti la propria individualità.

La giusta distanza, benché difficile da trovare, rappresenta la chiave per avere rapporti positivi.*

*http://psiche.org/articoli/dilemma-porcospino-giusta-distanza-nelle-relazioni/


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